La bottiglia dell'aceto

C'era una volta una bambina che abitava dentro una bottiglia dell'aceto. Un giorno passò di lì una fata e la sentì che borbottava: - Che rabbia, che rabbia, che rabbia. Io non dovrei mica vivere in una bottiglia per l'aceto; dovrei vivere in una piccola casetta con un bel tetto caldo e i muri coperti dalle rose rampicanti!- E la fata disse: - Benissimo stasera quando vai a letto girati tre volte, chiudi gli occhi e domattina vedrai cosa vedrai.- Così la bambina andò a letto si girò tre volte, chiuse gli occhi e quando il mattino dopo li riaprì si ritrovò in una piccola casetta con il tetto ben caldo ed i muri ricoperti dalle rose.

Si meravigliò, si rallegrò molto, ma si dimenticò di ringraziare la fata. La fata, che intanto girava di qua e di là tutta presa dai suoi affari, un giorno disse: - Vediamo come se la passa quella bambina. Dovrà essere molto contenta nella sua piccola casetta. Quando arrivò alla porta sentì la bambina che borbottava: - Che rabbia, che rabbia, che rabbia. Io non posso mica vivere in una casetta tutta sola. Dovrei abitare in una bella villetta in fila con altre villette, con tendine di pizzo alle finestre e la porta che si affaccia sul mercato dove c'è tanta gente allegra.- La fata fu piuttosto sorpresa, ma disse:- Vai a letto, girati tre volte, chiudi gli occhi e domattina vedrai cosa vedrai.- Cosò fece la bambina, e la mattina dopo eccola lì in una bella villetta in fila con altre villette, con tendine di pizzo alle finestre e la porta che si affaccia sul mercato dove c'è tanta gente allegra. La bambina si meravigliò, si rallegrò molto, ma si dimenticò di ringraziare la fata. La fata, che intanto girava di qua e di là tutta presa dai suoi cento impegni, un giorno disse: -Vediamo come se la passa quella bambina. Dovrà essere felice nella sua nuova villetta. Ma quando vi arrivò la trovò a sbuffare: - Che rabbia, che rabbia, che rabbia. Io non dovrei abitare in una villetta uguale a tante altre, ma in una grande casa di campagna circondata da un bel giardino e piena di servitù da comandare a bacchetta.- La fata fu molto sorpresa e alquanto seccata, ma disse: - Benissimo, vai a letto, girati tre volte, chiudi gli occhi e domattina vedrai cosa vedrai. Così fece la bambina e la mattina dopo eccola lì in una grande casa di campagna circondata da un bel giardino e con tanta servitù da comandare a bacchetta. Si meravigliò e si rallegrò, ma proprio non si ricordò di ringraziare la fata. La fata, che intanto girava di qua e di là tutta presa dai suoi mille affari, un giorno disse: - Vediamo come se la passa quella bambina. Adesso sarà certo felice e soddisfatta!- Ma come si avvicinò alla finestra del salottino sentì la bambina che gridava a gran voce e con gran proprietà di linguaggio: ­ Questa dimora non si addice alla mia personalità. E' certamente una vergogna che io debba starmene qui in solitudine senza far vita di società! Dovrei essere una duchessa, una dama di corte della regina e girare in carrozza con due valletti che mi seguono ovunque.-

La fata fu molto sorpresa e notevolmente irritata, ma disse: -Benissimo, vai a letto, girati tre volte, chiudi gli occhi e domattina vedrai cosa vedrai.- Così fece la bambina e la mattina dopo eccola lì: duchessa, dama di compagnia e coi due valletti che la seguivano ovunque. Fu molto meravigliata, fu molto felice, ma si dimenticò completamente di ringraziare la fata. La fata, che intanto girava di qua e di là tutta presa dai suoi mille e mille impegni, un giorno disse:- Vediamo come se la passa quella bambina. Adesso che è duchessa sarà certo felice!- Ma appena arrivata alla finestra del grandioso palazzo di corte, sentì la bambina che si stava lagnando con un tono di voce molto raffinato:- E' davvero una rimarchevole vergogna che io debba essere una semplice duchessa e far riverenza alla regina. Io dovrei sedere sul trono dorato con la testa incoronata e circondata da dame di corte.- Non vi dico come fu stupita e decisamente arrabbiata la fata, ma disse: - Benissimo, vai a letto, girati tre volte, chiudi gli occhi e domattina vedrai cosa vedrai.- Così fece la bambina e quando il mattino dopo aprì gli occhi si trovò seduta sul trono d'oro, la testa incoronata e circondata da molte dame. Si sentì veramente beata e cominciò a impartire ordini a destra e a sinistra. Ma non le passò per la testa neppure per un momento di ringraziare la fata. La fata, che intanto girava di qua e di là, presa dai suoi innumerevoli impegni, un giorno disse: -Andiamo a vedere come se la passa quella bambina. Adesso sarà certo soddisfatta.- Ma appena giunse sulla soglia della sala del trono sentì la bambina che si lamentava dicendo: -E' una vergogna, un'autentica vergogna che io debba essere regina di un ridicolo paesucolo privo di significato, invece di far andare avanti il mondo intero! Essere Papa, questa è la mia vocazione e dominare l'anima di tutti gli abitanti della terra!- -Benissimo! Disse la fata. Vai a letto, girati tre volte e domattina vedrai quel che vedrai.- Così la bambina andò a letto, si girò tre volte e chiuse gli occhi. Quando li riaprì il mattino dopo eccola lì... nella bottiglia dell'aceto.

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