Forum Utenti - Associazione Bambino Cardiopatico

Mittente: leocasal
Argomento: Le parole giuste...
Messaggio: Innanzitutto un abbraccio partecipe di fronte ad un problema che nessun medico o medicina può risolvere e che pesa sopratutto sul bambino e sui genitori, con il senso di impotenza e di solitudine che avverte. Riuscire a far percepire al bambino il grande amore che si ha per lui; che i suoi amici e compagni di scuola, il suo mondo, sono comunque con lui, vicino a lui. A 5 anni forse il suo mondo e gli affetti erano più "corporei" e la lontananza più "abbandono". Oggi a 11 anni, anche i bigliettini, i messaggi dei compagni, ripetuti ogni giorno, così come qualche oggetto significativo possono rappresentare il contatto con il suo mondo, che lui non lascia oltre i muri della terapia intensiva, ma che deve sentire ancora come un insieme di cui fa parte, che lo avvolge, anche se con l'impedimento del contatto diretto, che tuttavia deve riuscire ad avvertire come temporaneo. Se si potesse convertire il suo sentirsi "cattivo", "negativo" in un "essere speciale", ad esempio anche con una piccola festicciola con gli amici prima dell'intervento. La vera sfida è quella forse di riuscire, in famiglia, ma sopratutto nel mondo esterno e quotidiano, a far si che si senta tanto amato. Per i genitori il compito è più difficile: essere sereni, pacati, trasmettendogli quella sicurezza che può contrastare la sua ansia. Come genitori pensate che altri forse hanno vissuto questa situazione, che non si è soli. Anche questo forum potrebbe servire come punto d'ascolto, dove forse soluzioni non si trovano, ma si può condividere uno stato d'animo, le preoccupazioni e poi asciugarsi gli occhi per poi ripartire. Un abbraccio forte! Ivana e Leonardo.

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