Una magica amicizia

Dentro una piccola campanula, abitava una dolce fatina di nome Silvia. La fatina Silvia aveva lisci capelli biondi, un dolce sorriso ed un portamento veramente elegante. Era molto precisa e ordinata come si addice ad ogni brava fatina. Ogni mattina si svegliava presto e raccoglieva gocce di rugiada, petali di rosa, erbe profumate e batuffoli di nuvola. Li ordinava nei vari vasetti della sua dispensa, poi al momento opportuno creava magiche ricette e pozioni benefiche. Una volta, ad esempio, la Cicala Tullia era andata da lei perchè non riusciva più a cantare. Allora la fatina Silvia mescolò fiori colorati, gocce di rugiada mattutina, un pò di polvere magica e preparò uno sciroppo buonissimo che fece vincere alla Cicala Tullia un premio come la voce migliore di tutto il prato. La fata Silvia era molto brava, però era anche molto sola. Non aveva amiche e non si divertiva mai.

Dentro una impolverata tela di ragno invece, abitava una simpatica streghetta di nome Matilde. La streghetta Matilde aveva un cespuglio di capelli rossi, un buffo paio di occhiali e l'aria molto, molto svanita. Era caotica e pasticciona, cioè era una pessima streghetta. Quando, ogni mattina, si svegliava tardi, raccoglieva gocce di rugiada, ma le metteva nel vaso dove di solito va messa la bava di rospo. Raccoglieva le unghie di topo, ma le metteva dove andavano messe le spine di rosa, con la testa sempre tra le nuvole raccoglieva erbe benefiche, ma nel disordine della sua casa, le confondeva con la polvere Maldipancia e via di questo passo. Succedeva quindi, che le sue magie erano vere e proprie stregonerie. Una volta, ad esempio, Gatto Michele era andato da lei per farsi curare il mal di baffi. Anzichè dargli un pò di erba gatta, Matilde gli diede una bella scodellona di unghie di topo. Così Gatto Michele si tenne il suo mal di baffi e in più gli spuntarono due grosse orecchie da topo. Che vergogna! Avanti così non si poteva andare; occoreva fare qualche cosa.

Matilde aveva sentito parlare di una fatina a cui le cose riuscivano sempre perfettamente, decise allora di andarla a cercare per chiederle consiglio. Si preparò la borsa con dentro le sue ricette magiche e si mise in viaggio. Girò e rigirò, poi finalmente incontrò Silvia che, giustappunto, con un colpo della sua bacchetta magica stava facendo sparire a Gatto Michele le orecchie da topo. - Che figura!...- pensò Matilde, ma non si vergognò e andò a conoscere Silvia. Dopo aver bevuto insieme una tazza di un buonissimo infuso che Silvia le aveva preparato, Matilde raccontò i suoi guai. Silvia, propose allora di girare insieme per quel pomeriggio, così Matilde le avrebbe fatto vedere i suoi pasticci, e lei l'avrebbe aiutata con le sue magie. Così fecero e incontrarono la Pecora Giuliana, che con loro si lamentò di essere troppo fifona. Va bene aver paura dei cani o dei lupi, ma aver paura di Gatto Michele solo perchè si è mascherato da topo, era un pò troppo. In certe situazioni ci voleva più "sangue freddo". - Ancora questa storia di Gatto Michele...- pensò un pò imbarazzata Matilde, e per rifarsi si rivolse con tono molto professionale alla Pecora Giuliana: - Ti capisco perfettamente, mia cara. Ho giusto qui con me, la soluzione che serve a te! - e tirò fuori dalla sua borsa uno strano vasetto di sciroppo verde. Silvia, le avrebbe voluto dire di aspettare, ma non fece in tempo ad aprire bocca che Matilde aveva già fatto ingurgitare alla pecora il liquido verdastro. - Sciroppo di code di serpente! Ottimo per il sangue freddo! - esclamò tutta soddisfatta! Ma quando vide la pecora ricoprirsi di squame verdi, si sentì mancare!

- Che Guaio! Che pasticcio! Scusa, non pensavo... - cercò di scusarsi Matilde, mentre Silvia, piegata in due dalle risate provava a porre rimedio alla situazione con la sua bacchetta magica. - Svelta, continuiamo il nostro giro - le disse infine, ancora divertita da quello spettacolo. Poco più in là videro la Ranallessandra che confidò loro il desiderio di voler saltare più in alto. - E' presto fatto! - si entusiasmò subito Matilde - Ho trovato questa polvere nera che con una scintilla... -
- Feermaaaa!!! - provò a gridarle Silvia. BAAMMM!!! Troppo tardi. Ranalessandra era già saltata... in aria!

- Che Guaio! Che pasticcio! Scusa, non pensavo... - provò a scusarsi Matilde vedendo Ranalessandra tutta annerita e bruciacchiata. - Svelta, proseguiamo il nostro giro - disse Silvia divertita, che intanto aveva tirato fuori un magico unguento per guarire la rana. E così, tra un guaio ed una magia andarono avanti tutto il pomeriggio, fino al tramonto. - Non tutte le situazioni si possono risolvere con le nostre magie. - Spiegò la fatina Silvia, mentre tornavano a casa. - Però una cosa magica oggi ti riuscita! - disse ancora sorridendo, - Mi hai fatto divertire come non mai! - E da quel pomeriggio girarono sempre insieme per fare tante magie e ogni tanto... ...qualche piccolo pasticcio!

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