LA VITA DI GIANCARLO RASTELLLI

II dott. Giancarlo Rastelli è nato a Pescara il 25-6-33 da Vito Rastelli giornalista e da Bianchi Luisa, maestra elementare, entrambi parmensi. Dopo una breve permanenza a Reggio Emilia, a Roma e a Sondrìo, si trasferì a Parma con i genitori e la sorella minore Rosangela nel 1945. Ha frequentato il Liceo classico Romagnosi di Parma, conseguendo la maturità nel 1951.
Ha poi frequentato la Facoltà di Medicina dell'Università di Parma dove si è laureato con 110 e lode il 17 luglio 1957, discutendo una tesi sperimentale dal titolo "Le modificazioni dell'attività A.T.P. asica del miocardio in ipotermia generale" che riportò la dignità di stampa. Alla tesi venne assegnato il premio di laurea Lepetit per il 1957. Nel marzo 1958 ha superato col massimo dei voti l'esame per l'abilitazione professionale. Fu internista presso l'Istituto di Anatomia Umana, l'Istituto di Patologia Generale e l'Istituto di Clinica chirurgica diretta dal Prof. A.Bobbio negli anni universitari. Dopo la laurea è rimasto Assistente volontario prima e straordinario poi presso la Clinica Chirurgica Prima e presso la Cattedra di Patologia Speciale Chirurgica della Università di Panna (Prof. Goffrini). Dal 1960 al 61 fu nel servizio di diagnostica cardio-respiratoria. Era entrato nella Congregazione Mariana presso i gesuiti di S.Rocco all'età di 13 anni e fu figlio spirituale di Padre Molin, famoso a Parma come educatore di giovani. Come congregato mariano seguì corsi di formazione particolarmente diretti all'apostolato verso gli ultimi, gli emarginati, gli esclusi, gli ammalati. Questo spirito cristiano di apertura ed assoluta dedizione ai 'più piccoli', in cui ovviamente metteva anche gli ammalati, profuse sempre nella sua professione di medico, chirurgo e ricercatore. Sempre, avendo al centro dei suoi pensieri l'ammalato da vivere (non da morire), l'uomo e la dignità della persona umana da servire. L'uomo nel quale vedeva riflesso il volto del Cristo.

Nel 1961 vinse una borsa di studio NATO ed andò a Rochester Minnesota (USA) presso la famosa Mayo Clinic, centro medico e di ricerca scientifica da cui uscirono ed escono le più importanti scoperte del mondo (fra cui la scoperta del cortisone).
Qui, dopo pochi anni, fu nominato Capo della Ricerca Cardiovascolare della Mayo e per passare a questo nuovo incarico rinunciò ad uno stipendio molto maggiore da cardiochirurgo, lui che ricco non era. Lo fece con gioia per seguire una vocazione. In questa veste di ricercatore ("far cessare la ricerca - diceva - è far cessare la vita") fece due importantissime scoperte (da oltre cento anni ricercatori di tutto il mondo cercavano di scoprire quello che lui scoprì nei 5 anni della sua malattia, dormendo 4 ore per notte, incalzato dal male perché sapeva di avere poco tempo ormai a disposizione) che guariscono migliaia di bambini nel mondo da allora. Queste scoperte gli valsero tré medaglie d'oro a Washington, la doppia cittadinanza italiana-americana e la denominazione di Rastelli I e Rastelli II ai suoi due metodi o tecniche operatorie (sulla trasposizione dei grossi vasi... tronco arterioso) in tutte le cartelle cliniche e su tutti i testi di cardiologia e medici del mondo.

Si sposò il 10 agosto del 64 con Anna Anghileri di Sondrio che aveva conosciuto sui campi di sci di Bormio. Nel luglio '65 nacque Antonella Rastelli oggi Golden doctor a St.Louis Missouri dell'Ospedale Washington e moglie di un neuropsichiatra ricercatore (vincitore di una borsa di studio Nato e stesso iter- di Giancarlo) dott. Maurizio Corbetta.
Rastelli si ammalò (per cause di servizio) nel '64, di ritorno dal viaggio di nozze. Fu operato più volte e sottoposto ad una chemioterapia allora sperimentale. Non fece parola del suo male con nessuno, neppure con i genitori. Alla moglie che chiedeva, rispondeva: "Credi in Dio e nella Mayo", poi si allontanava veloce fischiettando Mozart e Beethoven.
Mori il 2-2-70 a Rochester Minnesota. L'anno dopo ottenne il premio Missione del Medico della Carlo Erbal con queste parole e motivazione: "Un santuario di nobili opere, di eccelso ingegno, di carità sociale".

A lui sono state dedicate reparti di Ospedali (nel mondo) scuole, pubblicazioni scientifiche, una strada a Parma ed una grande lapide alla Clinica Mayo, con questa scritta: "In memoria di Giancarlo Rastelli da parte dei residenti chirurgi che lo considerarono altamente come chirurgo, artista creativo, maestro ed amico". Fu sepolto ad honorem nella cappella universitaria del cimitero di Parma accanto a Pietro Giordani. Sulla lapide sta scritto "Vita mutatur, non tollitur". Nell'Ottanta un gruppo di cardiologi, di persone della Mayo clinic e tutti i bambini di Parma e di altre città operati alla Mayo (Gian ne ospitò fraternamente nella sua modesta casa parecchi) con i loro genitori si riunirono sulle colline di Parma nella casa del dott. Antonino Maniscalco che ebbe il figlio salvato da Gian (diagnosi infauste da parte di tutti gli altri luminari del mondo) e regalarono ai famigliari di Giancarlo un manifesto, simbolo di Lui, con la scritta: "Amatevi l'un l'altro - L'amore vince" accanto a due bambini che si abbracciano. Tutti da Lui avevano imparato questo, oltre la malattia, oltre la morte.

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