LA
VITA NON E' UNO SPORT PER SPETTATORI
Quando si parla della qualità della vita dei bambini sani, ci si
può solo occasionalmente trovare di fronte un grosso problema;
ma ma quando si parla della qualità della vita dei bambini ammalati
e con malattie croniche, allora sì, è veramente un compito
difficile che nessuna persona, nessun genitore può affrontare da
solo.
Quando un problema cardiaco ti sovrasta e sembra toglierti il soffio della
vita ci si pongono molte domande: - Come sarà la vita di mio figlio?
In quali condizioni il mio bambino potrà affrontare l'asilo e la
scuola?
E' indispensabile avviare un dialogo con le istituzioni, i medici e le
scuole per far conoscere tutte le condizioni di vita dell'ammalato e ciò
che lo circonda.
La vita non è uno sport per spettatori - come genitori dobbiamo
essre solleciti, creativi e pieni di fantasia. Per quanto sia difficile
dobbiamo garantire ai nostri figli sicurezza e amore, in modo che essi
possano affrontare il mondo con un bagaglio pieno di risorse che non si
dissolvano nell'aria.
Non bisogna mai dimenticare, sia come medici, educatori o come genitori
che i bambini hanno il diritto ed il desiderio di avere possibilità
di sviluppo e livelli qualitativi di vita uguali a tutti gli altri.
Un fattore determinante è quello di trovare sempre un modo col
quale tutti i bambini possano seguire l'insegnamento scolastico e altre
forme di educazione, insieme con tutti gli altri.
Solo realizzando normali situazioni di aggregazione il bambino può
avere la conferma che anche "la mia" vita serve a qualcosa e
non è solo un problema difficile, - anche "la mia" vita
ha un valore per l'altra gente, per i miei genitori e non ultimo per me
stesso.
(Dalla
relazione dell'Associazione Genitori della Danimarca)